Voci dall’esilio_spettacolo lettura

“rischi della mia scrittura
d’involo
d’esilio
d’incessanti partenze
segni nella sabbia antica
Scrivere è una strada
da aprire…

 da ‘Queste voci che mi assediano’ di Assia Djebar

Genere: reading spettacolo con installazione
Durata: 50’
Interpreti: Iula Marzulli e Jara Marzulli
Produzione: Alauda

LINK promo

Voci dall’esilio è il reading in produzione per l’associazione per le arti e la cultura Alauda, 2018.

Il reading, per la regia di Iula Marzulli, con Jara Marzulli e Iula Marzulli, è costruito su testi di scrittrici e scrittori che hanno vissuto o vivono condizioni di esilio, per ragioni politiche, sociali, economiche o culturali. La poesia diviene lo strumento di eccellenza per esprimere la bellezza e la resistenza, propria e altrui, in un mondo che chiede comprensione, amore e rispetto.

Il reading ribadisce la necessità di conoscere l’altro per superare pregiudizi e conflitto. La conoscenza di una cultura diversa dalla propria, dove la poesia diviene veicolo di energia e bellezza, è essenziale per creare una cultura di pace, curiosa e sempre in movimento.

“(…)
Se ti chedono chi sei,
rispondi che sei arabo. Se ti prendono in giro, non reagire
ricorda solo i grandi occhi di tua zia.
Se ti chiedono da dove vieni,
rispondi Toledo. Detroit. Mission Viejo.
Fall Springs. Topeka. Se ti sembrano confusi
aiutali a trovare questi luoghi sulla mappa,
poi chiedi distrattamente, di dove sei?
Sei qui da molto? Ti piace questo paese?
(…)”

da ‘Linee Guida’ in ‘Geografie di Luce’ di Lisa Suhair Majaj

Voci dall’esilio è un viaggio all’interno di un mondo che parla di noi e a noi. Nessuno è escluso da questo viaggio perchè siamo tutti in movimento su questo unico mondo che ci accoglie.

Le scrittrici e gli scrittori citati provengono da Iraq, Palestina, Kurdistan, Algeria, popolo Saharawi, Iran, Turchia.

Scegliere di lavorare su questi testi non è solo una scelta legata al cuore e alle esperienze vissute in alcuni dei posti citati nel reading, è anche una scelta ben ponderata sul cercare di non scivolare nello stereotipo dell’altro, veicolato sia dal buonismo umanitario sia dalla ferocia televisiva e mediatica. Si tratta di conoscere una cultura altra, e forse anche la propria, attraverso la bellezza della sua poesia che non ha confini anche quando è profondamente legata alla terra dalla quale nasce“.

Così Iula Marzulli indica uno degli assi portanti su cui si basa il lavoro. Un viaggio suggestivo che ci vede tutti amanti, in una cultura ancora a venire.

 

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