Variazioni Poetiche_una rassegna in itinere

Variazioni Poetiche è il nome della rassegna di poesia contemporanea proposta da Alauda, a cura di Iula Marzulli. L’intento è quello di mettere a disposizione del pubblico competenze e visioni poetiche attraverso la presenza delle autrici e degli autori.

Le poetesse e i poeti invitati vengono “letti” dal pubblico, propongono letture sonore o musicali, oppure presentano i propri testi attraverso piccoli atti performativi.

Siamo venuti a contatto e ci siamo nutriti fino ad ora della presenza di cinque poetesse, ognuna con il proprio segno: Francesca Greco di Massafra (Ta), Mara Venuto di Taranto, Vanna Carlucci di Altamura, Silvana Kuhtz di Bari e Claudia Di Palma di Lecce.

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Cinque personalità, una differente dall’altra, che hanno lasciato la propria traccia nella piccola sede di Alauda e nelle persone presenti. Francesca Greco ha portato il segno di una poesia intimamente legata alla natura. La silloge Mi è cara la terra, autoprodotta con la collaborazione artigianale della serigrafia condivisa di Ammostro, unisce la pratica della parola poetica a quella della “raccolta e conservazione di alcuni significativi elementi della natura”, come piume, fiori, foglie che sono impresse sul piccolo libro attraverso pigmenti naturali.

“Fiore mio, ora che vado
così nuda tra un azzurro
e un altro con nulla tra le labbra
a masticare
come rondine stanca
ora che ho lasciato
anche questo piccolo
pezzo di cielo

vedi come muoio, poco a poco
senza radice

faremo ancora amore, miei petali
divisi in una bellezza lontana
di nascita e sarà amore più forte
indicibile scandaloso
amore, tenere ancora questa parola
adesso che un azzurro la dilegua

metti al loro posto le parole
tacile, piangile nella pietra
nelle loro urla lievi di seme
e di vita, lieve notturno
e mattino che vuole lucente
questo vivere umano

tacciamo amore, lontano lontano”

da “Mi è cara la terra” di F. Greco

Per l’incontro la poetessa e attrice, ha portato il reading poetico-sonoro Parlami mentre nasci nascitura con il musicista Mino Notari. Poesia, musica, canto, gesto.

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Con Mara Venuto, cultrice della parola e scrittrice di testi teatrali, veniamo alla presentazione della raccolta poetica Gli impermeabili, pubblicato dalla casa editrice Edit@ di Taranto. Mara Venuto ha stregato il pubblico attraverso la sua presenza gentile e facendosi letteralmente leggere dal pubblico, che si è cimentato con una lettura ad impronta di perle poetiche. I testi di Mara sono piccole scene sul quotidiano che aprono fenditure inattese.

“Domenica segue i passi
a coppie di uccelli sparsi,
lungo la banchina del porto
dove attracca ruggine inerzia.
Anche un uomo e una donna
hanno i piedi dentro itinerari
di cani che fanno pochi metri
prima di lasciarsi cadere in lingue
di marciapiede caldo.
Non si perde nessuna abitudine
al riparo della danza caotica del nonsenso.
E assiepati, dentro un’evenienza
che porta pioggia, restiamo poco al sole
incolpiamo il bene, non abbastanza forte
e malediciamo a voce bassa.
Un soffio sul limine.”

da “Gli Impermeabili” di M. Venuto

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Vanna Carlucci porta con sé l’esperienza fotografica e l’attenzione cinematografica che la contraddistinguono. Involucri, edito da LietoColle è una silloge che va sfogliata con il tempo della lentezza, perchè nel buio e nel respiro immerso nell’oscurità, con cura e attenzione, si possono cogliere gemme di luce. Così come nei versi che seguono: “è sotto il labbro/ un silenzio poroso/ pelle dopo pelle/ strato dopo strato/ un ramo dilatato/ come un fosso pieno di notte/ e nell’abisso di uno squarcio/ io vedo la/ radice d’ogni vena”. Una poesia molto sensuale, traboccante. Un congegno pronto ad implodere per far emergere i propri fiori. Per l’incontro la poetessa ha curato un reading con video e voce dal vivo.

“Ho una voragine aperta all’altezza del tuo centro carnale.

Pendevi sulla mia lingua calda un bacio
eri lì, dietro un verso disperato
il mio corpo smerigliato.

Amavi burrasche sul mio sangue aperto ai tuoi dolori.
Mi riempivi colandomi addosso resine din sottopelle.

Ti donavo fiati”

da “Involucri” di V. Carlucci

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Silvana Kuhtz è una forza della natura. Una poetessa ma anche una tessitrice di incontri poetici tra la gente, i bambini, per le strade, nelle piazze. La pratica della parola poetica, attraverso il gioco e lo scambio, con le attività di cui è promotrice attraverso Poesia In Azione, la rendono versatile e liquida. In realtà anche questa poetessa dalla parola calda come il pane sulla tavola, è legata alla terra, terra che ricorre anche nel titolo della silloge presentata ad Alauda: 30 giorni_Una terra e una casa, edita da Campanotto Editore. La poesia di Kuhtz, nella semplicità delle parole esposte, procede dalla luce -una luce mai fredda, mai completamente bianca- per arrivare al segreto della notte, dell’indicibile scoperchiato nel quotidiano. Silvana Kuhtz ha poposto ad Alauda un concertino poetico basato sullo stimolare i sensi del pubblico, appositamente bendato per l’occasione.

“Vorrei poterti entrare dentro il cuore
ma il nostro amore fa ridere
ed è inutile fare finta.
Non sono l’alga ch ti sfiora la fronte
eppure non mi arrendo e
mi porto addosso di te solo le cose belle
la tua bocca di prugna
i tuoi capelli di cenere
e anche le cose che non mi dici e non mi dirai.

A volte sono come una patata dimenticata nel forno
e faccio come un odore ubriacante di terra fertile.
Io quando passo sotto un rampicante fiorito di gelsomino
inspiro forte forte
trattengo l’aria nel naso
mi gonfio come una zampogna
nell’inutile tentativo di portarmi appresso quell’incantato odore.
Così faccio con i minuti di tutta questa meravigliosa vita.

Vaghiamo sotto le stelle
io e te
arriviamo in alcuni istanti di magia fino a un promontorio
raggiunto a fatica dopo una strada
piena
di trappole
buche
strettoie
bivi senza segnaletica, ingannevoli.
Fondi ciechi. Lì
un giorno aprirai.
Io sarò bella come una sirena in tutto il mio splendore.”

da “30 giorni_una terra e una casa” di S. Kuhtz

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L’ultima poetessa ospitata è la giovanissima Claudia Di Palma, che con la sua prima raccolta edita da Musicaos, Altissima Miseria, ha già vinto numerosi premi poetici. Claudia Di Palma è anche attrice e ha portato per Variazioni Poetiche la delicata e intensa performance poetico-sonora “Straniera come la casa“. La sua poesia è fatta di illuminazioni dove la parola non ha la fisionomia di uno slancio ma di un tiro ben calibrato. Dalle sue poesie sembra quasi di vederla emergere come una piccola scultrice intenta a limare una moltitudine di parole. E la madre, la figlia, l’amore, la parola e tutto si intreccia lungo fili che percepiamo in quel che ancora non si dice.

“Se un giorno ti trovai
fu per portarti ai limiti del possibile
e dirti grazie
per avermi fatta piccola, piccola cosa,
spiraglio del tuo spazio vasto.
Se un giorno ti troverò
sarà per portarti laddove
soltanto in una piccola stanza
sarò un grande incoraggiamento di luce.
E la luce sarà contagiosa e vasta
su un piccolo fiore di papavero.”

da “Altissima Miseria” di C. Di Palma

La rassegna Variazioni Poetiche è in itinere perchè sempre in movimento. Ci apprestiamo ad accogliere nuove realtà poetiche e a farlo sempre con dedizione e amore.

Per questi primi incontri ringraziamo il supporto delle Cantine Imperatore di Adelfia e di “Arte e Cornici” di Valenzano.

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