In mongolfiera_a scuola d’arte e…colla!

bimbi sorrisi
Siamo in un piccolo locale bianco. All’interno tanti quadri che raffigurano donne che ci guardano, sorridono o sono assorte in pensieri che non coglieremo mai. Al centro del piccolo locale due tavoli con delle sedie attorno. E’ tutto pronto per accogliere i bambini del corso “Un viaggio in mongolfiera”.

Oggi si gioca con colla fatta in casa (farina e acqua), carta di giornali, palloncini, pennelli. Oggi ci sporchiamo le mani. Seguo il lavoro dando una mano a Jara, che dirige il laboratorio. L’energia dei bambini mi sorprende sempre e mi sorprendono sempre le loro risposte…siamo stati anche noi bambini, eppure ci dimentichiamo di come lo stupore è parte delle nostre vite.

Aiutando ad incollare le strisce di carta sui palloncini, per poter poi creare le nostre mongolfiere, i bambini si sono ritrovati in completa balia del gioco: potevano sporcarsi le mani e la gioia nel farlo era così visibile da essere estremamente contagiosa…sì, la colla fatta in casa dalla farina e dall’acqua è un piacere! Ed è un piacere usare la colla assieme agli altri, magari sporcandosi un po’ anche i vestiti.

Questa liberazione dell’uso della materia è la stessa che chi scolpisce, disegna, lavora la materia, utilizza per creare: un atto che ha bisogno di scendere ad un livello di contatto tale da sentire lo stupore tra le dita e magari riuscire a darne poi una forma, anche se mai completamente definitiva.

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I palloncini sono pronti, gli occhi dei bambini sono aperti e bellissimi e immagino come i bambini reagiranno alle immagini di Hannah Höch, artista incontrata durante ricerche e studio sulle artiste donne. Difatti il laboratorio attraversa la conoscenza di due artisti: Paul Klee e Hannah Höch. Le immagini dei due artisti servono per spiegare alcuni concetti ma anche per smuovere la fantasia dei bambini. Una fantasia mai banale che riesce a creare sinestesie e legami impensabili tra forme, parole, immagini.

L’arte può farti volare, così come la scrittura e come solo gli uccelli possono. Ed ecco che ci ritroviamo come mongolfiere, sospese in un cielo attraversato da correnti e venti che sono i nostri sogni, i nostri desideri e le nostre paure.

Educare è una parola non semplice da comprendere assimilata spesso a qualcosa di rigido, imposto. A ben guardare, la parola educare viene dal latino e-ducare ossia condurre fuori. Cosa significa allora? Condurre fuori chi o che cosa? Chi conduce fuori? Fuori da quale interno? Cosa è il fuori?

disegni bambini

Di sicuro educare non è imporre ma mostrare, indicare, suggerire un modo, una immagine, una possibilità, in modo da portar fuori le qualità che sono dentro di noi, per trovare dei mezzi con cui essere al mondo. Educare alla libertà, al rispetto reciproco, alla cura delle piccole vite e al rispetto della propria vita nel contesto ampio degli esseri esistenti.

Allora ben venga sporcarsi le mani, lasciare il cellulare da parte (e non parlo di me ma degli stessi bambini), sporcare anche gli altri attorno a te…l’acqua laverà via le macchie ma la gioia rimarrà intatta.

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