Bambini del XXI secolo?

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una pietra ma anche altro

Un breve intervento per il premio “Poesia Bambina” di Adelfia. Sì. Quando? Fra una settimana. Sì. Che tipo di intervento vorreste? Che parlaste di poesia in modo animato. Sì.

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Bambini. Poesia. Bambini. Poesia. Ma cosa c’è da spiegare in un giorno dedicato ad un premio? Quando la tecnica è stata già spiegata prima? Con un tempo massimo di 15 minuti? E poi, spiegare? Animare?

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un cielo ma anche altro

Ecco che si apre una possibile chiave di lettura di questa richiesta, per proporre una possibile interazione con i bambini. La chiave di lettura è: “quando la poesia è gioco e il gioco poetico è una visione della vita”.

Quando ci hanno proposto di intervenire al premio, come associazione che si occupa di arte visuale, di teatro e di scrittura, abbiamo subito pensato che non ci fosse tempo ma che era assolutamente importante esserci.

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“Il falso specchio”, Magritte, 1928

Perchè? Perchè il binomio poesia-bambini è un qualcosa di estremamente importante. Perché i bambini sono importanti e lo siamo anche noi, nell’adoperarci ad offrire una visione del mondo differente da quella presente. Una visione del mondo che può permettere il cambiamento.

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“Kleine Sonne”, Hannah Hoch

I bambini sono più aperti e svegli di quello che vogliono farci credere e basterebbe poco per attivare la loro vivace fantasia. “Poco” e non una iperstimolazione costante. Questo “poco” è nelle stesse cose che ci attorniano.

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“Butterfly apple”, Vladimir Kush

Fare poesia significa guardare in maniera poetica, sentire poeticamente le cose. Accostare mondi, creare visioni partendo dal semplice guardare gli oggetti. Fare poesia significa anche riuscire a scardinare sensi e significati per dare vita alle cose.

“Il dì di festa”, tema scelto per l’edizione, ha reso il giorno di festa un giorno ancor più particolare. Dalle parole dei bambini sono emerse tristezza, gioia, associazioni di mondi, paure, allegria.

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“Pali blu”, Jakson Pollok, 1953

Ma non basta spiegare la poesia, la poesia ha bisogno di pratica. E tocca anche a noi renderla tangibile, attraverso il peso leggero delle parole. Permettere di respirare poesia assieme allo smog del nostro secolo XXI.

E’ stato un brevissimo intervento per Alauda ma molto importante, dove abbiamo messo a disposizione dei bambini le visioni dei pittori e accostamenti inusuali di mondi, venuti fuori dalle visioni dei poeti. Perchè abbiamo ancora e più bisogno di poesia, per cambiare noi stessi. Per cambiare il mondo.

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“Giallo Rosso Blu”, Kandinsky, 1925

(Le immagini nell’articolo sono le stesse utilizzate per stimolare i ragazzi. Le prime due immagini sono state utilizzate secondo un metodo di domanda che risale ad una suggestione di Rodari: prendere una immagine e negare ripetutamente ciò che palesemente è, in modo da stimolare accostamenti e visioni. Anche se quella immagine è effettivamente l’immagine di una pietra, essa diventerà, nella fantasia liberata, altro ed altro ancora)

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